CECIL
Nunzio son del parlamento.
(dopo essersi ossequiosamente inchinato alla regina)
SARA
(Tremo!...)
ELISABETTA
Esponi.
SARA
(Ha sculto in fronte
l'odio suo!...)
CECIL
Di tradimento
si macchiò d'Essex il conte:
eccessiva in te clemenza
il giudizio ne sospende:
profferir di lui sentenza,
e stornar sue trame orrende,
ben lo sai, de' Pari è dritto.
Questo dritto si richiede.
ELISABETTA
D'altre prove il suo delitto,
Lórdi, ha d'uopo.
Scena quarta
Un Paggio e detti.
PAGGIO
Al regio piede
di venirne Essex implora.
CECIL e GUALTIERO
Egli!...
ELISABETTA
Venga. Udirlo io vo'.
(lanciando a Cecil ed a Gualtiero uno sguardo rigoroso)
CECIL e GUALTIERO
(Ah! la rabbia mi divora!...)
SARA
(Come il cor mi palpitò.)
ELISABETTA
(Ah! ritorna qual ti spero,
qual ne' giorni più felici,
e cadranno i tuoi nemici
nella polve innanzi a te.
Il mio regno, il mondo intero
reo di morte invan ti grida...
Se al mio piede amor ti guida
innocente sei per me!)
SARA
(A lui fausto il ciel sorrida,
e funesto sia per me!)
CECIL, GUALTIERO e CORO
(De' suoi giorni un astro è guida,
che al tramonto ancor non è!)
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lunes 18 de febrero de 2008
Edita Gruberova - Donizetti - Roberto Devereux
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